Newsflash

Siamo stati pubblicati da Punto Informatico, WebNews  e Webmasterpoint in merito alla petizione Iva al 4 % nelle TLC

 

Siamo lieti di annunciarVi che l'apertura ufficiale del sito è programmata per il giorno 8 Dicembre 2007

 

Login

User name

Password



Forgotten your password?
No account yet? Create one

Statistiche

Utenti: 2380
Notizie: 39
Collegamenti web: 0
Totals Top 5
 50 % Internet Explorer 6.0
 24 % Internet Explorer 7.0
 10 % LibWWW
 9 % FireFox 2.0.0.12
 7 % FireFox 2.0.0.14
Add to Google

Sostienici

Vuoi sostenerci attraverso i nostri banner ?

Preleva i codici e copia/incollali.

 

Versione Beta 1.0

Dimensione Font

A+ | A- | Reset

Oggi è

Lunedì, 6 Luglio 2009

_________

Sondaggi

Vi piace questa nuova iniziativa ?
 

Sosteniamoli



Translate

Browse this website in:
Home

Indro, com'è che diceva Italo Cremona da piccolo, quando gli chiedevano cosa voleva fare da grande ? Il teppista, rispondeva: il teppista! Una risposta che avrei voluto dare io. ( Indro Montanelli in risposta alla domanda di Giovanni Arpino nel colloquio con il giovane Marco Travaglio presentatogli poche ore prima ) - dal libro di Marco Travaglio *Montanelli e il Cavaliere*

Benvenuti sulle pagine di  Digital Divisi .  net

Non a caso citiamo il Grande Giornalista Indro Montanelli per aprire le pagine del Nostro sito, speriamo nel tempo anche Vostro,  in quanto è stato l'esempio più forte di ciò che, in tempi non sospetti, possa essere stato combattere per l'indipedenza delle idee in modo liberale. Al tempo stesso un combattimento fatto per mezzo di armi " povere ", negli anni dell'avvento del computer personale negato dal suo editore per motivi di mobbing creando, di fatto, in quegli anni, una sorta di divario digitale con il quale, la Voce del giornalista, dovette fare i conti nella redazione del suo amato Giornale.Cercheremo di fare Nostra, per quanto ci sarà possibile, la Vis Polemica del Maestro, da ex lettori o semplicemente ammiratori, al fine di sollecitare l'attenzione in positivo o in negativo di chi abbia a cuore l'abbattimento del divario digitale in Italia, dovuto principalmente, oggigiorno, all'impossibilità di accedere alla rete Internet da parte di milioni di Italiani ancora fermi a velocità di trasmissioni dei dati non più al passo con i tempi del progresso delle TLC.
Sul Divario Digitale, la demonizzazione di Internet ed il tentativo di censura PDF Stampa E-mail
Le News - La Grande Rete
Scritto da Staff-DigitalDivisi   
lunedì 30 marzo 2009
Figo: lo DIGO!

Segnala su Segnalo.com!

Segnala su OK Notizie!Digg!

Technorati!

 

Per chi come Noi, consapevoli di cosa sia realmente il Digital Divide in  Italia, cerca da diversi anni di spiegare, illustrare, proporre, o addirittura tentare di eseguire progetti in grado di  ridurre il Divario Digitale Strutturale ( Progetto Include del quale chi scrive Vi ha fatto parte), nonché quello cognitivo presente in Italia, leggere comunicati, notizie, proclami su quanto i molti dicano di fare per ridurre le plurime forme di divario    comunicate nei seguenti modi

 

 

Lascia spesso con l'amaro in bocca ed al tempo stesso esterefatti, per come  si tenti di fare passare per realtà positive ciò che invece non lo sono.

Veniamo alla spiegazione delle nostre considerazioni analizzando quanto  scritto nei comunicati.


Dal comunicato inerente Vodafone del 28 Marzo 2009:

“  Il progetto di Vodafone Italia è stato illustrato a novembre al Sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani in occasione della demo della prima connessione HSDPA a 14,4 megabit al secondo, e vede l’azienda impegnata a coprire nel 2009, ogni mese in una regione diversa, almeno un comune in digital divide.“


In questo caso si prende in esame il Divario Digitale dovuto alle strutture che in Italia spesso mancano, sia nei comuni rurali che in molti quartieri di città capoluogo di Provincia, vuoi perchè sature o vuoi perchè ancora con diramazioni della rete di Telecom Italia  sottoposte a  castrazioni dovute all'uso di apparati moltiplicatori di linee voce come i Mux ed UCR ( Mappatura Mux di Antidigitaldivide.org ) ( qui in Borgo Carso) ( qui in un nostro editoriale 2008   ).
Per chi sa come i comuni o le zone ancora digital divise siano numeri  rappresentativi di oltre migliaia di località e quartieri, suona come una presa per i fondelli nei confronti dei digital divisi, leggere che l'azienda di turno, pur di farsi pubblicità a carattere filantropico, dica “almeno UN comune” ben sapendo, da addetti ai lavori  come loro sono, che equivalga ad affermare come vera la filosofia del “ il mare in una buca “ di Sant'Agostino. Di questo passo, infatti, con un comune al mese, il divario strutturale sarebbe risolto fra decenni.


Dal comunicato dell'Eurodap :

 

“  Da un sondaggio web sul sito dell'Associazione europea disturbi     da     attacchi di panico e' emerso che per il 70% degli intervistati     under 55 anni usare il pc, al di la' del lavoro, per oltre 2 ore al     giorno, e' normale e sano.  “

 e

 

“    Per gli italiani il computer 'e' come una droga'  “

 

Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (15) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 238

Ultimo aggiornamento ( lunedì 30 marzo 2009 )
Leggi tutto...
 
Il Digital Divide è anche Censura PDF Stampa E-mail
Le News - Voci dalla Rete
Scritto da Staff-DigitalDivisi   
lunedì 23 marzo 2009
Figo: lo DIGO!

Segnala su Segnalo.com!

Segnala su OK Notizie!Digg!

Technorati!
 
 
Raccogliamo l'invito fatto da Guido Scorza , Avv. ed esperto di diritto riguardo ad internet e riportiamo  un articolo inerente il Gruppo-Sito di Facebook Rassegna Stanca che si è visto censurare uno spazio solo perchè trattava alcuni argomenti per i quali si sono sollevate diverse polemiche negli ultimi giorni su cosa dovrebbe o non dovrebbe portare seco l'uso del preservativo nelle profilassi anti malattie sessualmente trasmissibili ed evitabili con l'adeguata prevenzione. Di questo passo ne va del libero pensiero...
 
  Dall’Africa: perché il Papa ha ragione Un editoriale ultrasottile.
«U na polemica che non ha ragion d’es­sere» . Etienne Pagot, coor­dinatore diocesano della sanità dell’arcidiocesi di Doaula e responsabile dei programmi di lotta contro l’Aids, è sorpreso del pol­verone sollevato dalla di­chiarazioni di Benedetto XVI sull’uso del preserva­tivo. Dichiarazioni che, del resto, non hanno trovato vasta eco in Camerun. « Le abbiamo vissute come qualcosa di già detto – con­tinua Pagot –. E se non fos­sero state rilanciate con grande enfasi dai media internazionali , probabil­mente sarebbero rimaste sullo sfondo. D’altra parte, è lo stesso linguaggio che noi teniamo ogni giorno sul terreno: astinenza e fe­deltà sono mezzi più sicu­ri per prevenire e combat­tere la diffusione dell’Aids. Questione di realismo e di buon senso » . Il vero problema, sostiene, è proprio il « gran rumore sollevato sulla questione del preservativo, che ha fatto passare in secondo piano non solo gli altri te­mi trattati dal Pontefice, ma la stessa questione del­l’Aids che ha ben altre ri­percussioni: sanitarie, so­ciali, psicologiche, cultu­rali, spirituali… » .Il sospetto, secondo Pagot, è che « chi è lontano da questi problemi, che per noi sono quotidiani e cru­ciali, dà un’importanza ec­cessiva a un aspetto speci­fico e non centrale, svian­do l’attenzione dalle vere questioni » . « La mia impressione – gli fa eco Martin Jumbam, ex direttore della Maison des communications sociales ( Macacos ) di Douala – è che il Papa qui in Camerun abbia toccato i temi e le sfi­de più urgenti per questo continente. È quello di cui tutti, dai media alla gente, parlano qui: pace, giusti­zia, riconciliazione, ma an­che la sofferenza materia­le e spirituale degli africa­ni, il tema forte della fami­glia, quello della povertà e dell’oppressione. I discor­si del Santo Padre hanno suscitato grande impres­sione. E continuano a far discutere la gente » . Jumban, che è perfetta­mente bilingue e guarda con attenzione i media in­ternazionali, nota una dis­sonanza tra la copertura locale e quella straniera.
«Qui si continua a sottoli­neare la portata storica di questo viaggio del Ponte­fice, e delle ripercussioni che potrà avere sul nostro Paese e sulla sua Chiesa. I media internazionali han­no insistito quasi unica­mente sulla questione del preservativo, che da noi è passata quasi inosservata». Chi non si è fatto sfuggire l’occasione di ironizzare sulle dichiarazioni del Pa­pa è stato invece l’irrive­rente Messager Popoli, in­serto satirico che esce set­timanalmente con il gior­nale Le Messager, princi­pale quotidiano indipen­dente camerunese. Il suo direttore, tuttavia, usa to­ni ben più pacati: «Dal mio punto di vista – dice Njawé, che è anche uno dei principali alfieri della libertà di stampa in Came­run – il Papa ha ragione ad esprimersi in questi termi­ni e soprattutto a ribadire che la fedeltà e l’astinenza sono i mezzi migliori per combattere l’Aids. Tuttavia quando lo si dice in Africa subsahariana, la regione al mondo maggiormente colpita da questo flagello, occorre farlo con una cer­ta prudenza ed evitare i ri­schi di fraintendimento: non si deve infatti lascia­re la porta aperta alla ne­gligenza, che qui da noi si­gnifica morte» .
Quanto al giornale di go­verno, il Cameroon Tribu­ne, elenca tra le dichiara­zioni di Benedetto XVI di cui far tesoro quelle sulla famiglia e sul ruolo dei ma­riti, per nulla scontate in quel contesto. Nonché le parole rivolte ai giovani: « Di fronte alla difficoltà della vita, custodite il co­raggio e lasciatevi toccare da Cristo » . « Verginità e ce­libato non diminuiscono in nulla la dignità del ma­trimonio » , riporta il gior­nale, commentando: «Questo almeno ha il gran­de vantaggio di essere chiaro».

Anna Pozzi


Lascia il primo commento! | Aggiungi ai preferiti (14) | Riporta quest'articolo sul tuo sito! | Visualizzazioni: 169

Ultimo aggiornamento ( martedì 24 marzo 2009 )
 
<< Inizio < Prec. 1 2 3 4 5 6 7 8 Pross. > Fine >>

Risultati 1 - 3 di 22

Firma anche tu la petizione promossa da www.digitaldivisi.net

Visualizza sito in modalità testuale