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Sul Divario Digitale, la demonizzazione di Internet ed il tentativo di censura |
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Le News -
La Grande Rete
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Scritto da Staff-DigitalDivisi
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lunedì 30 marzo 2009 |
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Per chi come Noi, consapevoli di cosa sia realmente il Digital Divide in Italia, cerca da diversi anni di spiegare, illustrare, proporre, o addirittura tentare di eseguire progetti in grado di ridurre il Divario Digitale Strutturale ( Progetto Include del quale chi scrive Vi ha fatto parte), nonché quello cognitivo presente in Italia, leggere comunicati, notizie, proclami su quanto i molti dicano di fare per ridurre le plurime forme di divario comunicate nei seguenti modi Lascia spesso con l'amaro in bocca ed al tempo stesso esterefatti, per come si tenti di fare passare per realtà positive ciò che invece non lo sono.
Veniamo alla spiegazione delle nostre considerazioni analizzando quanto scritto nei comunicati.
Dal comunicato inerente Vodafone del 28 Marzo 2009: “ Il progetto di Vodafone Italia è stato illustrato a novembre al Sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani in occasione della demo della prima connessione HSDPA a 14,4 megabit al secondo, e vede l’azienda impegnata a coprire nel 2009, ogni mese in una regione diversa, almeno un comune in digital divide.“
In questo caso si prende in esame il Divario Digitale dovuto alle strutture che in Italia spesso mancano, sia nei comuni rurali che in molti quartieri di città capoluogo di Provincia, vuoi perchè sature o vuoi perchè ancora con diramazioni della rete di Telecom Italia sottoposte a castrazioni dovute all'uso di apparati moltiplicatori di linee voce come i Mux ed UCR ( Mappatura Mux di Antidigitaldivide.org ) ( qui in Borgo Carso) ( qui in un nostro editoriale 2008 ). Per chi sa come i comuni o le zone ancora digital divise siano numeri rappresentativi di oltre migliaia di località e quartieri, suona come una presa per i fondelli nei confronti dei digital divisi, leggere che l'azienda di turno, pur di farsi pubblicità a carattere filantropico, dica “almeno UN comune” ben sapendo, da addetti ai lavori come loro sono, che equivalga ad affermare come vera la filosofia del “ il mare in una buca “ di Sant'Agostino. Di questo passo, infatti, con un comune al mese, il divario strutturale sarebbe risolto fra decenni.
Dal comunicato dell'Eurodap :
“ Da un sondaggio web sul sito dell'Associazione europea disturbi da attacchi di panico e' emerso che per il 70% degli intervistati under 55 anni usare il pc, al di la' del lavoro, per oltre 2 ore al giorno, e' normale e sano. “
e “ Per gli italiani il computer 'e' come una droga' “
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Ultimo aggiornamento ( lunedì 30 marzo 2009 )
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Il Digital Divide è anche Censura |
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Le News -
Voci dalla Rete
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Scritto da Staff-DigitalDivisi
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lunedì 23 marzo 2009 |
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Raccogliamo l'invito fatto da Guido Scorza , Avv. ed esperto di diritto riguardo ad internet e riportiamo un articolo inerente il Gruppo-Sito di Facebook Rassegna Stanca che si è visto censurare uno spazio solo perchè trattava alcuni argomenti per i quali si sono sollevate diverse polemiche negli ultimi giorni su cosa dovrebbe o non dovrebbe portare seco l'uso del preservativo nelle profilassi anti malattie sessualmente trasmissibili ed evitabili con l'adeguata prevenzione. Di questo passo ne va del libero pensiero... Dall’Africa: perché il Papa ha ragione Un editoriale ultrasottile. «U na polemica che non ha ragion d’essere» . Etienne Pagot, coordinatore diocesano della sanità dell’arcidiocesi di Doaula e responsabile dei programmi di lotta contro l’Aids, è sorpreso del polverone sollevato dalla dichiarazioni di Benedetto XVI sull’uso del preservativo. Dichiarazioni che, del resto, non hanno trovato vasta eco in Camerun. « Le abbiamo vissute come qualcosa di già detto – continua Pagot –. E se non fossero state rilanciate con grande enfasi dai media internazionali , probabilmente sarebbero rimaste sullo sfondo. D’altra parte, è lo stesso linguaggio che noi teniamo ogni giorno sul terreno: astinenza e fedeltà sono mezzi più sicuri per prevenire e combattere la diffusione dell’Aids. Questione di realismo e di buon senso » . Il vero problema, sostiene, è proprio il « gran rumore sollevato sulla questione del preservativo, che ha fatto passare in secondo piano non solo gli altri temi trattati dal Pontefice, ma la stessa questione dell’Aids che ha ben altre ripercussioni: sanitarie, sociali, psicologiche, culturali, spirituali… » .Il sospetto, secondo Pagot, è che « chi è lontano da questi problemi, che per noi sono quotidiani e cruciali, dà un’importanza eccessiva a un aspetto specifico e non centrale, sviando l’attenzione dalle vere questioni » . « La mia impressione – gli fa eco Martin Jumbam, ex direttore della Maison des communications sociales ( Macacos ) di Douala – è che il Papa qui in Camerun abbia toccato i temi e le sfide più urgenti per questo continente. È quello di cui tutti, dai media alla gente, parlano qui: pace, giustizia, riconciliazione, ma anche la sofferenza materiale e spirituale degli africani, il tema forte della famiglia, quello della povertà e dell’oppressione. I discorsi del Santo Padre hanno suscitato grande impressione. E continuano a far discutere la gente » . Jumban, che è perfettamente bilingue e guarda con attenzione i media internazionali, nota una dissonanza tra la copertura locale e quella straniera. «Qui si continua a sottolineare la portata storica di questo viaggio del Pontefice, e delle ripercussioni che potrà avere sul nostro Paese e sulla sua Chiesa. I media internazionali hanno insistito quasi unicamente sulla questione del preservativo, che da noi è passata quasi inosservata». Chi non si è fatto sfuggire l’occasione di ironizzare sulle dichiarazioni del Papa è stato invece l’irriverente Messager Popoli, inserto satirico che esce settimanalmente con il giornale Le Messager, principale quotidiano indipendente camerunese. Il suo direttore, tuttavia, usa toni ben più pacati: «Dal mio punto di vista – dice Njawé, che è anche uno dei principali alfieri della libertà di stampa in Camerun – il Papa ha ragione ad esprimersi in questi termini e soprattutto a ribadire che la fedeltà e l’astinenza sono i mezzi migliori per combattere l’Aids. Tuttavia quando lo si dice in Africa subsahariana, la regione al mondo maggiormente colpita da questo flagello, occorre farlo con una certa prudenza ed evitare i rischi di fraintendimento: non si deve infatti lasciare la porta aperta alla negligenza, che qui da noi significa morte» . Quanto al giornale di governo, il Cameroon Tribune, elenca tra le dichiarazioni di Benedetto XVI di cui far tesoro quelle sulla famiglia e sul ruolo dei mariti, per nulla scontate in quel contesto. Nonché le parole rivolte ai giovani: « Di fronte alla difficoltà della vita, custodite il coraggio e lasciatevi toccare da Cristo » . « Verginità e celibato non diminuiscono in nulla la dignità del matrimonio » , riporta il giornale, commentando: «Questo almeno ha il grande vantaggio di essere chiaro». Anna Pozzi
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Ultimo aggiornamento ( martedì 24 marzo 2009 )
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