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Siamo stati pubblicati da Punto Informatico, WebNews  e Webmasterpoint in merito alla petizione Iva al 4 % nelle TLC

 

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Indro, com'è che diceva Italo Cremona da piccolo, quando gli chiedevano cosa voleva fare da grande ? Il teppista, rispondeva: il teppista! Una risposta che avrei voluto dare io. ( Indro Montanelli in risposta alla domanda di Giovanni Arpino nel colloquio con il giovane Marco Travaglio presentatogli poche ore prima ) - dal libro di Marco Travaglio *Montanelli e il Cavaliere*

Benvenuti sulle pagine di  Digital Divisi .  net

Non a caso citiamo il Grande Giornalista Indro Montanelli per aprire le pagine del Nostro sito, speriamo nel tempo anche Vostro,  in quanto è stato l'esempio più forte di ciò che, in tempi non sospetti, possa essere stato combattere per l'indipedenza delle idee in modo liberale. Al tempo stesso un combattimento fatto per mezzo di armi " povere ", negli anni dell'avvento del computer personale negato dal suo editore per motivi di mobbing creando, di fatto, in quegli anni, una sorta di divario digitale con il quale, la Voce del giornalista, dovette fare i conti nella redazione del suo amato Giornale.Cercheremo di fare Nostra, per quanto ci sarà possibile, la Vis Polemica del Maestro, da ex lettori o semplicemente ammiratori, al fine di sollecitare l'attenzione in positivo o in negativo di chi abbia a cuore l'abbattimento del divario digitale in Italia, dovuto principalmente, oggigiorno, all'impossibilità di accedere alla rete Internet da parte di milioni di Italiani ancora fermi a velocità di trasmissioni dei dati non più al passo con i tempi del progresso delle TLC.
Sul Divario Digitale, la demonizzazione di Internet ed il tentativo di censura PDF Stampa E-mail
Scritto da Staff-DigitalDivisi   
lunedì 30 marzo 2009
Figo: lo DIGO!

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Per chi come Noi, consapevoli di cosa sia realmente il Digital Divide in  Italia, cerca da diversi anni di spiegare, illustrare, proporre, o addirittura tentare di eseguire progetti in grado di  ridurre il Divario Digitale Strutturale ( Progetto Include del quale chi scrive Vi ha fatto parte), nonché quello cognitivo presente in Italia, leggere comunicati, notizie, proclami su quanto i molti dicano di fare per ridurre le plurime forme di divario    comunicate nei seguenti modi

 

 

Lascia spesso con l'amaro in bocca ed al tempo stesso esterefatti, per come  si tenti di fare passare per realtà positive ciò che invece non lo sono.

Veniamo alla spiegazione delle nostre considerazioni analizzando quanto  scritto nei comunicati.


Dal comunicato inerente Vodafone del 28 Marzo 2009:

“  Il progetto di Vodafone Italia è stato illustrato a novembre al Sottosegretario alle Comunicazioni, Paolo Romani in occasione della demo della prima connessione HSDPA a 14,4 megabit al secondo, e vede l’azienda impegnata a coprire nel 2009, ogni mese in una regione diversa, almeno un comune in digital divide.“


In questo caso si prende in esame il Divario Digitale dovuto alle strutture che in Italia spesso mancano, sia nei comuni rurali che in molti quartieri di città capoluogo di Provincia, vuoi perchè sature o vuoi perchè ancora con diramazioni della rete di Telecom Italia  sottoposte a  castrazioni dovute all'uso di apparati moltiplicatori di linee voce come i Mux ed UCR ( Mappatura Mux di Antidigitaldivide.org ) ( qui in Borgo Carso) ( qui in un nostro editoriale 2008   ).
Per chi sa come i comuni o le zone ancora digital divise siano numeri  rappresentativi di oltre migliaia di località e quartieri, suona come una presa per i fondelli nei confronti dei digital divisi, leggere che l'azienda di turno, pur di farsi pubblicità a carattere filantropico, dica “almeno UN comune” ben sapendo, da addetti ai lavori  come loro sono, che equivalga ad affermare come vera la filosofia del “ il mare in una buca “ di Sant'Agostino. Di questo passo, infatti, con un comune al mese, il divario strutturale sarebbe risolto fra decenni.


Dal comunicato dell'Eurodap :

 

“  Da un sondaggio web sul sito dell'Associazione europea disturbi     da     attacchi di panico e' emerso che per il 70% degli intervistati     under 55 anni usare il pc, al di la' del lavoro, per oltre 2 ore al     giorno, e' normale e sano.  “

 e

 

“    Per gli italiani il computer 'e' come una droga'  “

 

Quindi chi utilizzasse il computer più di due ore al giorno, al di là del lavoro, sarebbe non sano secondo chi lancia l'allarme ? Secondo quali criteri sarebbe sano o non sano il limite delle due ore quotidiane ? Chi ha stabilito che utilizzare il pc oltre le due ore è causa di danno ?  A questo punto ci sentiamo in diritto di utilizzare lo stesso metro di paragone rispetto ad un altro mass media, che guarda caso non viene citato e rilanciamo con questa domanda : non potrebbe essere dannoso anche guardare la TV oltre le due ore ? Probabilmente si, se si guarda la qualità della  Tv attuale e dei programmi spazzatura trasmessi da un po' di tempo a questa parte e che forse forse stanno spostando l'attenzione degli italiani verso altre forme di intrattenimento  tra i mezzi di comunicazione di massa quale ad esempio possa essere Internet. Sembra quasi che, per mezzo di simili sondaggi, si voglia cercare un altro metodo per demonizzare Internet al fine di relegarlo a mezzo di comunicazione di massa secondario ed inferiore rispetto alla TV quando si scopre sia molto difficile imbavagliarlo come  accade nei tentativi delle proposte di legge Carlucci, Barbareschi, D'Alia, le quali hanno acceso ampi dibattiti di dissenso nel mondo della Grande Rete, testimoniato dalla puntuale e completa disamina di WebNews a cura di Giacomo Dotta. Di questo passo non si fa altro che aumentare il Divario Digitale  cognitivo riguardo la conoscenza di cosa sia Internet e l'utilizzo del sistemi informatici per chi ancora non li  sa utilizzare, perdendo palesemente un'opportunità fondamentale di stare al passo con i tempi e di interagire, in modo attivo, con un mezzo di comunicazione di massa di grande efficacia invece di utilizzare un mezzo passivo quale è la televisione.


Dal Comunicato inerente l'indagine del nuovo Norton Online Living Report(NOLR) :

“   Internet indispensabile per gli italiani, piu' del telefonino“    


Infine, tra un comunicato e l'altro, non può passare inosservato un altro sondaggio, che pare porre in contraddizione la realtà italiana tutta telefonini, in loco di internet come strumento indispensabile nei pensieri di chi è stato intervistato. Siamo sicuri, vista la penetrazione di Internet in Italia in base alla copertura del servizio,  testimoniata per l'ennesima volta dagli ultimi report sulla banda larga, che   il campione preso in esame sia proprio valido per affermare l'indispensabilità di Internet in Italia quando la maggioranza degli italiani si fa ancora assuefare da programmi come il  “ grande fratello “ e similari ?

Preso atto dei concetti sopra segnalati e del messaggio in essi contenuti, pensiamo sia arrivata l'ora, soprattutto di questi tempi, che i protagonisti delle distorte operazioni di marketing( vedi i grandi operatori di TLC piuttosto che i politici di turno ) ed al tempo stesso le agenzie o associazioni che propongono sondaggi al sol fine di farsi pubblicità, compiano una profonda riflessione su quanto abusino, a dismisura, del mezzo Internet, nonché tendano a plasmarlo a loro piacimento senza sapere che la grande rete ha anche una grande memoria ed una forza di reazione a loro  evidentemente sconosciuta.


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Ultimo aggiornamento ( lunedì 30 marzo 2009 )
 
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