Il
Servizio Universale è un insieme di norme che regolano e garantiscono l'accesso paritario alle comunicazioni (poste, radio-tv, telefonia, editorìa ecc.) da parte dei cittadini.
In Italia è sancito dal Decreto del Presidente della Repubblica
318/97 In questo Decreto, ovvero legge a tutti gli effetti, si legge tra l'altro (Art. 3, paragrafo 1, comma a) parte 3) che il Servizio Universale comprende:
"l
a trasmissione di dati nella banda vocale attraverso modem ad una velocità minima di 2.400 bit/s, in base alle raccomandazioni dell'UIT-T della serie V;"
In parole povere, questo vuol dire che il Legislatore ha riconosciuto universalmente come servizio primario e necessario l'accesso alla rete mondiale (internet) e, sulla base anche di recepire le Direttive Comunitarie (europee, ndr), ha ritenuto di doverlo inserire come obbligo di legge cui deve far fronte il Concessionario nazionale del servizio universale per le telecomunicazioni.
La parte puramente tecnica è stata conformata alla disponibilità allora presente: i valori tecnici e teorici di quelle connessioni erano infatti riferite alla connessione analogica in banda stretta (56k), unica disponibile allora in Italia (ISDN era in sperimentazione e aDSL di la' da venire)
Più avanti nel DPR si legge altresì che le norme del Servizio Universale erano soggette a riesame e revisione, da parte di apposita commissione incaricata, ogni due anni per adeguarla alle innovazioni tecnologiche che via via si presentavano.
Ebbene, al progredire della tecnologia nel campo della connettività (aDSL, Banda Larga, Wireless, Web2.0, Streaming, e-government e quant'altro) e alla sempre maggior richiesta da parte degli utilizzatori di internet di una maggior velocità di accesso alla rete (il cosiddetto 'accesso efficace a internet') non si è assistito ad un adeguamento di pari passo delle normative atte a far sì che tale accesso sia considerato (e di conseguenza integrato normativamente) Servizio Universale.